Il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, l’INRAN (Istituto nazionale di ricerca alimenti e nutrizione), il Ministero della salute e altri organi istituzionali recentemente hanno promosso una campagna di sensibilizzazione all’uso della frutta e della verdura nelle scuole primarie con il programma “Frutta e verdura nelle scuole” dal titolo “Se la mangi ti frutta”.
E’ una lodevole iniziativa “finalizzata ad aumentare il consumo di frutta e verdura da parte dei bambini e ad attuare iniziative che supportino corrette abitudini alimentari e una nutrizione equilibrata”, come recita lo slogan presente su facebook.
I meriti di questo progetto sono molteplici:
- si cerca di mantenere viva una cultura nutrizionale che non difetta nel nostro Paese, sia per produzione sia per abitudini di consumo, ma che può essere persa dalle giovani generazioni influenzate sempre più da offerte commerciali che allontanano da questi alimenti naturali
- frutta e verdura contengono micronutrienti molto importanti, addirittura essenziali per la salute come le vitamine, i sali minerali e i fotocomposti, sostanze potentissime e indispensabili alla salute dei bambini, ma anche degli adulti
- i vegetali apportano molte fibre utili all’organismo per le loro molteplici proprietà, tra cui il miglioramento della funzionalità intestinale e il piacevole senso di sazietà che incide favorevolmente sulle quantità di cibo
- quasi tutta la verdura, la frutta e gli ortaggi contengono zuccheri a basso indice glicemico che migliorano la risposta insulinica, a tutto beneficio della linea a della salute
- si migliora l’economia delle coltivazioni nazionali rivolte al consumo interno. Questo aspetto, ininfluente dal punto di vista nutrizionale, diventa invece rilevante se si tiene conto che la frutta e la verdura freschi sono tanto più ricchi di proprietà intrinseche quanto più si consumano vicini al momento della raccolta. Ne deriva l’importanza della stagionalità
Insomma, promuovere l’uso della frutta e della verdura nei bambini è senz’altro un encomiabile progetto da portare avanti per instaurare o mantenere corrette abitudini alimentari.
La Zona sostiene da decenni l’importanza di utilizzare soprattutto questa fonte di carboidrati per avere dall’organismo le risposte metaboliche adatte a controllare il peso e a mantenere la salute prevenendo le malattie croniche legate agli eccessi insulinici (diabete, cardiopatie ecc.). Anzi, proprio contando sulla familiarità degli Italiani per frutta e verdura, Barry Sears sostiene simpaticamente che “… la Zona è molto più facilmente applicabile in Italia che in America dove i vegetali più conosciuti e utilizzati sono quelli del ketchup e le patatine…”.
E’ sufficiente sensibilizzare le nuove generazioni italiane al maggior consumo di frutta e verdura per ottenere la “nutrizione equilibrata”, obiettivo del progetto? A mio avviso e secondo i principi della Zona non basta. Se parallelamente non si riducono i carboidrati raffinati ad altissimo e alto carico glicemico, molto densi di zuccheri a rapida assimilazione come i cereali da colazione, le bibite dolci (anche se zero, light o diet), la pasta, il pane ecc., non si dà la corretta informazione nutrizionale auspicata e indicata dai più importanti e prestigiosi Istituti di ricerca internazionali tipo l’Harvard Medical School. E in più si potrebbe addirittura rischiare di aumentare pericolosamente la quota complessiva di carboidrati, a svantaggio del controllo insulinico.
Gigliola Braga