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Quantità e qualità
La parola all'esperto 28 giugno 2010
Negli anni vi è stato un notevole cambiamento degli stili alimentari, che oggi sono causa di rischi per la salute, per cui è necessario tenere in considerazione la qualità dei cibi ed evitare gli eccessi.
Negli ultimi decenni l’alimentazione è molto cambiata:
 
·        attualmente la disponibilità di cibo non è carente, anzi, è molto ricca e copiosa
·        gli alimenti a disposizione sono diversi dal passato. Sono molto meno grezzi e più appetibili, tanto da sollecitare più la gola che la sana e sacrosanta necessità di nutrirsi
 
Tuttavia, sembra che molti di noi siano rimasti ancorati ai vecchi concetti del passato, quando:
 
·        il problema era procurarsi il cibo
·        bisognava fare in modo che venisse assimilato al meglio dall’organismo per sfruttare al massimo il potere nutrizionale del poco che c’era a disposizione
 
Oggi le prospettive sono diverse e pertanto bisogna cambiare i punti di vista:
 
  • l’attuale offerta esuberante di cibo impone di difendersi dalle innumerevoli e svariate proposte scegliendo consapevolmente ciò che si mangia. I carrelli del supermercato o le borse della spesa traboccanti di ogni ben di Dio non possono più essere lo strumento rappresentativo di una tranquillità economica che consente di comprare ciò che si vuole, ma possono rivelarsi il primo passo verso un’alimentazione eccessiva che si ripercuote sul benessere e sulla salute, oltre che sul portafoglio
  • la digeribilità degli alimenti, tanto utile in passato, oggi va ridimensionata perché potrebbe addirittura essere un problema, specialmente nei confronti del controllo insulinico: se un tipo di carboidrati viene assimilato tanto più velocemente quanto più è raffinato, meglio è scegliere gli alimenti veramente integrali, quelli unicamente disponibili una volta. Oggi invece sono poco diffusi e scarsamente richiesti perché necessitano di cotture prolungate che impegnano maggiormente in cucina; si deperiscono più velocemente, quindi hanno bisogno di più cure sia per la conservazione sia per la frequenza di spesa; consentono la preparazione di cibi meno accattivanti nell’aspetto e qualcuno persino li evita perché sembrano più “sporchi” per la presenza di fibre e di altri importanti componenti naturali. Tutte queste sono invece qualità nutrizionali eccezionali, ma non per la percezione collettiva della stragrande maggioranza che preferisce i lievissimi e “puliti” alimenti raffinati oggi largamente prodotti e proposti dall’industria ed enfatizzati dalla accresciuta e incalzante pubblicità che non può essere avulsa da ovvie logiche commerciali  
 
Quindi, se in passato la quantità era il problema perché mancava perfino il necessario, oggi la situazione su questo fronte è ribaltata: dobbiamo guardarci dagli eccessi.
 
Cambia anche l’atteggiamento verso la qualità che non può più badare solo ai noti principi salutistici, ma deve tenere conto anche di altri parametri importanti come l’indice glicemico, tanto più favorevole quanto più i cibi sono grezzi. Questa caratteristica permette di controllare meglio il senso di sazietà, molto spesso compromesso dai cibi raffinati.
 
Gigliola Braga 
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