Ecco le nuove raccomandazioni per “mangiare sano ed equilibrato a scuola”, dove in pratica il 35% dell’energia giornaliera deve provenire da:
· 55-60% dai carboidrati
· 30% dai grassi
· 10-15% dalle proteine
Sono le stesse indicazioni degli ultimi decenni.
Vediamo nel dettaglio in cosa deve consistere un pasto della mensa scolastica:
· cereali (pasta, riso, orzo, mais ecc.) : tutti i giorni
· pane : tutti i giorni
· frutta : tutti i giorni
· verdura : tutti i giorni
· legumi : 1-2 volte a settimana
· carne o pesce o, più raramente, 1 uovo o formaggio: tutti i giorni
Quindi il pranzo di un bambino italiano deve essere:
· 1 primo di pasta o di riso ecc.
· 1 secondo soprattutto di carne o pesce. Formaggi e uova in alternativa
· pane
· verdura
· frutta
I legumi associati alla pasta possono costituire piatto unico.
Quali sono le novità? E’ difficile individuarne. C’è persino sempre la stessa valutazione funzionale dei carboidrati, ancora distinti in semplici e complessi anziché in base al loro indice e carico glicemico, parametro questo molto utile per limitare il sovrappeso e l’obesità. Come nelle vecchie linee guida, non si richiama l’attenzione sulla qualità dei grassi, ma, al solito, viene semplicemente limitato il quantitativo dei saturi. E gli indispensabili omega-3? Il pesce più frequentemente utilizzato nelle mense e mangiato 1 o 2 volte a settimana non può bastare a colmare l’attuale carenza nutrizionale. I pericolosi grassi idrogenati e i discussi oli di semi? Devono essere sostituiti dall’olio extra vergine d’oliva, un prodotto certamente più caro, ma più salutare. Gli operatori delle mense scolastiche devono essere sensibilizzati a questi importanti argomenti nutrizionali che incidono sulla salute.
I commenti di alcuni esperti però non sono rivolti a questi temi avallati da prestigiosi Istituti di ricerca come l’Harvard Medical School per la prevenzione di molte patologie cronico-degenerative legate al sovrappeso e all’obesità, quali il diabete, oggi in vertiginoso aumento anche tra i giovani. Certi di loro si limitano a lamentare la bassa quota calorica complessiva del pasto che, a loro dire, indurrebbe fame nel pomeriggio; altri ritengono eccessiva la limitazione dei salumi che invece riscuotono l’approvazione dei bambini. Insomma, a parte questi opinabili concetti, il resto va tutto bene. Come prima.
Equivale a dire che il vecchio detto: ” Squadra che vince non si cambia” è da modificare in “Squadra che perde non si cambia”!
Gigliola Braga