In un piacevole articolo pubblicato su L'espresso del 27 ottobre 2011 con il titolo Prova a dimagrire con i colori, Barry Sears espone con la consueta semplicità e la cordialità che lo contraddistingue alcuni concetti cardine della Zona.
Per chi non ha avuto modo di leggere direttamente sul settimanale il colloquio con lui, ecco qualche stralcio.
Lo scienziato americano Dr. Barry Sears, ideatore della dieta Zona indica la via migliore per scelta degli alimenti per un pasto. Per esempio se a tavola abbiamo un'insalata con il tonno è necessario aggiungere cibi colorati, quindi va bene la frutta."La Zona - ribadisce il Dr. Sears - è ormai la dieta più famosa del mondo, e si basa sulla formula 40-30-30, cioè la prporzione calorica tra i macronutrienti. Rispettando queste proporzioni ogni volta che si mangia, si ottiene la miglior risposta ormonale e si combattono i processi infiammatori: ci si mantiene in forma, si diminuisce il rischio di sviluppare malattie croniche, si invecchia meglio e, se si limitano le calorie, si dimagrisce in maniera corretta".
E i colori, allora si cambia la Zona?
"Mangiare colorato - continua lo scienziato statunitense - è il modo migliore per mangiare i carboidrati, la parte più cospicua della nostra dieta. Più sono colorati maggiori sono le loro proprietà antinfiammatorie: il colore è la spia della presenza dei polifenoli, molecole organiche che agiscono come antiossidanti naturali. Se invece i carboidrati sono bianchi - come il pane. la pasta, il riso, le patate - vuol dire che non contengono polifenoli. Non possiamo escluderli dalla dieta, ma dobbiamo sapere che, se vogliamo limitare i processi infiammatori, nel nostro piatto ce ne devono essere il meno possibile. In Italia non si ha difficoltà a mettere nel piatto verdura e frutta".
Oltre ai carboidrati colorati, si devono eliminare gli omega-6, i precursori di alcuni ormoni proinfiammatori. Il Dr. Sears prosegue: “Si tratta di acidi grassi polinsaturi che si trovano in alcuni oli vegetali, per esempio quello di girasole, e quindi nella maggioranza degli alimenti preparati industrialmentei.. Per questo sono molti gli obesi negli Stati Uniti e ora anche in Europa, seguendo il flusso dei cibi che contengono questi grassi e di alcune diete come quelle iperproteiche,, che fanno perdere acqua e muscoli."
Sembra un controsenso, ma una dieta ricca di proteine fa perdere muscoli perché se nella dieta vi sono pochi carboidrati, al cervello arriva meno energia, quindi esso manda segnali per trasformare le proteine muscolari in carboidrati. Alcuni studi- conclude il Dr. Sears - hanno messo a confronto il regime iperproteico con quello della Zona e visto che, a parità di calorie ingerite, la quantità di peso perso era la stessa, ma nel primo caso si perdeva massa muscolare, nel secondo grasso. In più, i livelli di infiammazione dei soggetti del primo gruppo sono raddoppiati in tempo breve. Chi perde peso in questo modo, quindi, lo riprende rapidamente perché si è indotta una disfunzione ormonale. Dei carboidrati abbiamo bisogno, ma devono essere colorati"
Gigliola Braga